Saturday, September 19, 2020
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Gli agrigentini sono fortunati, ma probabilmente non si parla abbastanza delle loro coste e forse per questo non hanno imparato ad apprezzarle a pieno, perché si potrebbe fare molto, ad esempio evitare di lasciare rifiuti, per non contaminare questi paradisi con resti di cibo, plastiche e addirittura sfabbricidi. In effetti, in questi anni, sono state molte le iniziative di monitoraggio e difesa degli arenili cittadini. Dobbiamo riconoscerlo e apprezzarlo, perché tutti ne trarremo vantaggio.

Ma torniamo a noi, che da un po’ siamo impegnati nel tentativo di stilare un censimento di spiagge siciliane (favolose) un po’ fuori dai soliti circuiti, luoghi che grazie alla loro bellezza possono e devono riscattarsi, come è il caso di Maddalusa

Maddalusa la trovate a due passi da un lungomare più noto e frequentato, quello di San Leone. Maddalusa nel nome richiama la città immaginaria di Camilleri: Montelusa. Non è un caso, lo scrittore di Porto Empedocle, come gesto amorevole, ha  citato nelle opere pubblicate, quasi ne fossero i protagonisti, i luoghi del suo immaginario, . Maddalusa è pure un’espressione siciliana che rimanda alle piantagioni di mandorlo, di cui il territorio è ricchissimo tanto da punteggiare di rosa l’intera Valle Templi nel mese di marzo.

aggiunta

Ecco la voce wikipedia dedicata a Maddalusa:

Maddalusa, antico nome dell’area rivierasca a sinistra del fiume San Leone (Akragas-Hypsas) è un quartiere di Agrigento. In alcuni antichi documenti cinquecenteschi redatti dall’ingegnere toscano Tiburzio Spannocchi viene citata come Mendolosa, in quanto a ridosso delle dune sabbiose della costa dovevano abbondare diversi mandorleti ma il toponimo viene indicato altrimenti come Montelusa, nome importante in archeologia in quanto la contrada ospita la più arcaica delle necropoli akragantine cioè quella collegata all’Emporio, reso famoso dalla penna di Andrea Camilleri in luogo di Agrigento. Vi sorge un antico palazzo settecentesco opera del grande vescovo Lorenzo Gioeni de Cardosca (1730-1754), del quale costituiva la residenza estiva, ed un’antica torre di guardia costruita nel Cinquecento dallo Spanocchi e nominata Torre di Santo Lio oggi inglobata in una masseria.

La spiaggia di Maddalusa è bellissima, innanzitutto per la sua conformazione originale a piccole baie. Vista dall’alto è una concatenazione di piccole insenature, golfi di sabbia chiara, qualche ciottolo, chiusi da frangiflutti che sembrano piscine naturali. Poi perché si rivela, fra le dune, come se fosse un tesoro che si offre allo sguardo, da un folta vegetazione.

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La spiaggia mandorlosa è ricca di gigli bianchi e quest’esplosione di colori è una cadenza che discende verso il mare, un’esperienza che potete sperimentare attraversando il boschetto. Non è, ovviamente, una spiaggia attrezzata.

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Per questo segnaliamo un altro luogo accogliente, completo persino di foresteria, da vivere a tutte le ore, lo stabilimento Maddalusa beach, che si raggiunge da via NisidaIMG_20190826_192643

Lido perfetto per trascorrere una giornata al mare, dalla colazione alla cena, passando per il solarium, sdraio, nuotata e aperitivo al tramonto.

Per concedersi quell’indolenza tutta da vacanza, contemplare il tramonto scenografico, farsi un lungo bagno e aspettare di chiudere il giorno in bellezza, con un cocktail e buona musica, in un luogo di relax.

Maddalusa è una spiaggia da scoprire e salvaguardare, straordinaria con la sua macchia mediterranea e la vicinanza con la città.