Tuesday, January 28, 2020
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Sabato 7 luglio s’inaugura la 37° edizione del Festival Internazionale delle Orestiadi di Gibellina (dal 7 luglio all’11 agosto, con la direzione artistica di Alfio Scuderi), con ‘La Lunga notte del contemporaneo’, evento performativo promosso in collaborazione con la biennale d’arteContemporanea, Manifesta 12, produzione esclusiva per le Orestiadi 2018, immaginata e costruita in occasione del cinquantesimo anniversario del terribile terremoto che distrusse la città di Gibellina, attraverso i diversi linguaggi dell’arte contemporanea, tra parola, danza, musiche e visioni d’arte.Dalle ore 20 in quattro luoghi del Baglio di Stefano – la Terrazza, il Cortile inferiore, la Montagna di sale, il Giardino degli Odori – andranno in scena quattro performance inedite che si intrecceranno tra di loro:

Ore 20,00 ‘300 Grammi’ in Terrazza

Costruzione estemporanea di pittura sonora ideata da Angelo Sicurella e Igor Scalisi Palminteri: ogni passaggio di Igor sulla tela produce un suono che viene campionato e processato in tempo reale da Angelo, che lo filtra e lo manipola fino a creare un tessuto sonoro e visivo simbiotico.

Ore 20,45 ‘Gold’ nel Cortile inferiore

Work in progress basato sulle complesse suggestioni provenienti dall’elemento oro di Gianni Gebbia e Giovanni Scarcella: una performance cherichiama fortemente la crisi inequivocabile dei nostri giorni, in bilico tra due sponde, in quella zona di transito dove persistono parallele due forze, quello della ricaduta e quella di una spinta di superamento.

Ore 21,30 ‘Beat’, nel Cortile superiore, sulla Montagna di sale

omaggio inedito che Alessandro Haber dedicherà alla Beat generation, accompagnato al pianoforte da Mario Bellavista. Haber apparirà sulla montagna di sale di Mimmo Paladino per interpretare una selezione di testi di Jack Kerouac, Lawrence Ferlinghetti e Allen Ginsberg. L’influenza artistica di Jack Kerouac è mondiale, e non è solamente spirituale, ma poetica, tecnica. Ha ispirato Bob Dylan a farsi menestrello del mondo.  Beat, il termine stesso con cui Kerouac definì la generazione di protesta del secondo dopoguerra, esprime il senso di sconfitta – più ancora che il senso mistico di beato, o musicale di ritmo. La sconfitta è quella dell’uomo moderno di fronte alla falsa comunicazione, all’avidità di denaro, alla sete di potere, all’amore della violenza. E quando Ginsberg lanciò il suo Urlo, la sua raccolta di versi, fu in un tentativo di salvare le anime giovani non ancora contaminate dal conformismo di massa.

Ore 22,30 ‘Il corpo nostro è simile ad un giardino’ nel Giardino degli odori:

il doveroso omaggio che le Orestiadi dedicano alla poesia e al teatro di Franco Scaldati, già direttore del Festival, curato dalla Compagnia Franco Scaldati diretta da Melino Imparato. Un viaggio dentro il giardino degli odori ci accompagnerà dentro la scrittura dell’autore. Letture di frammenti di testi di Scaldati a partire dalle riscritture di Shakespeare de La tempesta, Macbeth, Otello, navigando tra le cuciture con brani di suoi testi (operazione cara a Franco). In scena, tra gli alberi del giardino, Melino Imparato e Salvatore Pizzullo, accompagnati dai suoni di Michele Cirringione.

Il potere visionario, comico e drammatico della poesia di Scaldati, la musicalità della sua lingua, in un viaggio tra i suoi personaggi più crudi e disperati o le angeliche e innocenti figure del suo teatro. Scompaginazione e reimpaginazione di pagine per   raccontare il potere visionario dei suoi testi. Una lingua nuova per un nuovo teatro, come Scaldati amava descrivere il senso della sua scrittura.

Dalle ore 22,30 alle ore 24,00 saranno visitabili gli spazi del Museo delle Trame Mediterranee che ospitano i lavori di ‘Collective Intelligence’, collettivo di 10 artisti che vivono e lavorano in Finlandia, Germania e Palermo, ospitati in residenza dalla Fondazione Orestiadi, da maggio a luglio.Growing a Language è una proposta transdisciplinare del collettivo e comprende una mostra e una serie di performance. Negli stessi orari sarà possibile visitare anche la mostra ‘Trasversalità dello spazio, Luogo di desideri’ realizzata in collaborazione con la Facoltà di Belle Arti dell’Università dei Paesi Baschi di Bilbao.

 

Domenica 8 luglio, dalle ore 21.15 entriamo nel vivo di uno dei temi principali del nostro Festival, “#ClassicoContemporaneo”, grazie ad un adattamento originale dell’Orlando Furioso con Stefano Accorsi, che giocherà con i versi dell’Ariosto per condurci alla scoperta delle appassionanti avventure di Orlando, sotto la Montagna di sale di Paladino (Baglio di Stefano). Un mondo romanzesco e senza confini abitato da dame in pericolo e cavalieri senza paura, in un rocambolesco viaggio che porterà il pubblico dalla Francia di Carlo Magno fin sulla luna. Uno spettacolo che toglierà il fiato tra duelli e colpi di scena e che avrà sempre al centro la romantica storia d’amore tra la bella Angelica e l’indomito Orlando.

Iniziano così le Orestiadi 2018 che si svolgeranno fino all’11 agosto, attraversando i quattro temi principali: #ClassicoContemporaneo, #QuarantaCinquanta, #CittaLaboratorio, #PoeticamenteSicilia. Il programma mira a rafforzare l’identità delle Orestiadi attraverso l’unicità dei suoi progetti, confermando Gibellina come uno dei poli principali del teatro contemporaneo in Sicilia.

Concerto al tramonto degli Alenfado in una terrazza sul mare nella suggestiva cornice dell’Arco Azzurro di Mongerbino. Un arco naturale sospeso tra cielo, mare e roccia, reso celebre negli anni ’70 da una pubblicità dei Baci Perugina.

Sabato 7 luglio, ore 19:00

Il fado portoghese: tradizione, contaminazioni, assonanze

Geosito Arco Azzurro

Strada comunale Mongerbino-Aspra (PA)

Ingresso € 8.00

Per informazioni e prenotazioni: 3801391111

Indicazioni stradali

Per chi viene in autostrada: a Bagheria imboccare in direzione mare/Aspra il corso Baldassare Scaduto (Strada Provinciale 16bis), continuazione di Corso Butera. Alla fine del corso Scaduto girare a destra in via Francesco Paolo Perez  (Strada Provinciale 23 – litoranea). Dopo circa 1,5 chilometri girare a sinistra nella Strada comunale Mongerbino.

Per chi fa la strada via Messina Marine – Ficarazzi – via Rammacca: una volta entrati a Bagheria, girare a sinistra in  corso Baldassare Scaduto e seguire le istruzioni precedenti.

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Un viaggio musicale che dalle note malinconiche del fado, nelle magiche e intense atmosfere dei quartieri di Lisbona, ci porta alla scoperta di sonorità assonanti in altre musiche popolari, attraverso la Spagna, l’America Latina e la Sicilia.

ALENFADO

Francesca Ciaccio: voce

Toni Randazzo: chitarra acustica, guitarra portuguesa, arrangiamenti

Roberto Buscetta: chitarra flamenca, cori, testi

Fabio Barocchiere: basso acustico

Angela Mirabile: percussioni, glockenspiel, cori

Mariangela Lampasona: violino
Appassionati di musica etnica, gli Alenfado si dedicano alle ricerche, musicali e testuali, di brani della tradizione del fado portoghese e della musica iberica, per rintracciare tematiche e sonorità risuonanti con le emozioni e i sentimenti di altre musiche popolari.

Il loro repertorio comprende, tra gli altri, brani riarrangiati di Amália Rodrigues, “la regina del fado”, ma anche di coloro che hanno raccolto la sua eredità, come i Madredeus, Dulce Pontes e Mariza, e che include anche brani di Cesária Évora, Las Migas e altri, ma anche brani italiani tradotti in portoghese o in spagnolo, e brani originali scritti e arrangiati dagli stessi Alenfado.

Il nome Alenfado, che in portoghese significa “oltre il fado”, indica l’intenzione del gruppo di interpretare e riarrangiare, con la propria sensibilità personale, canzoni popolari antiche e moderne, non solo portoghesi, ma anche di altre tradizioni popolari (soprattutto spagnole e dell’America Latina), salvando però il carattere e l’anima di ogni brano.

Il Fado (dal latino “fatum”, destino), canzone urbana di Lisbona, riconosciuto come patrimonio immateriale dell’Umanità dall’Unesco, è il simbolo dell’identità della città e del Paese, che racconta i sentimenti, le pene d’amore, la nostalgia e la vita quotidiana.

Collage con Mariangela II

Impegnativo quanto divertente Acquatrek lungo il corso di uno dei tanti torrenti dell’altopiano Ibleo. Tra questi, ai pochi conosciuto,  vi è la parte finale del torrente Tellesimo alla confluenza con il fiume Tellaro. Le acque perenni del torrente, nei millenni, hanno inciso un profondo canyon formando urvi (laghetti), cascate, scivoli, cascatelle e alcuni tratti inforrati ricchi di vegetazione ripariale tipica degli ambienti fluviali iblei,  rendendo il luogo uno dei più belli ed ammalianti dell’intera zona iblea. Un  luogo per molti aspetti ancora selvaggio, in quanto poco accessibile all’uomo, laddove il torrente forma un percorso sinuoso ed incantevole, in molti casi incontaminato. In questo tratto la cava è molto stretta e in alcuni punti consente soltanto il passaggio dell’alveo fluviale; non vi è segnato alcun sentiero, ma ci si può far largo tra rovi e arbusti, camminando nelle acque del torrente fino alle ginocchia o immergendosi completamente e nuotando per attraversare degli stretti e profondi canyon dalle pareti a strapiombo come quelle dell’Urvu Palummaru. Saremo a contatto con una natura incontaminata dal microclima interno caldo/umido, quasi tropicale, dove le tracce antropiche inesistenti lasciano spazio alle parecchie testimonianze geologiche e naturalistiche che ci mostreranno la bellezza di questo ambiente fluviale dove vive la lucente e indigena Trota Macrostigma, secolare abitante di queste acque. Un luogo incantato, quindi, che vi verrà svelato nel modo migliore … camminandoci dentro, a “mollo” per tutto il tempo. Per gli amanti del torrentismo nei luoghi selvaggi…

E’ un percorso ad anello, impegnativo… per camminatori esperti e che sappiano nuotare per lunghi tratti (3 orme), della lunghezza di circa 5 Km tra fuori sentiero e tratti dentro il torrente, con dislivello max in salita di 100 mt. Requisito minimo richiesto: ottima acquaticità…

Oltre al classico equipaggiamento da escursione estiva e cioè scarponi da trekking o in alternativa scarpa bassa comoda e chiusa, zaino piccolo (capacità max consigliata 25 lt, preferibilmente a tenuta stagna),cappello per proteggersi dal sole, crema protettiva solare, acqua e pranzo a sacco si raccomanda costume da bagno o muta/mutino, vecchie scarpe da ginnastica o anfibie con suola spessa, telo mare, guanti da lavoro per i rovi e ricambi vari da tenere in auto. Si consiglia di proteggere il contenuto dello zaino con sacchetti a tenuta stagna, di facile reperibilità, o in alternativa con il classico e sempre troppo disprezzato sacchetto di plastica nera. Consigliamo inoltre di portare, per chi ne avesse bisogno, dei dispositivi di galleggiamento, come giubbottini salvagente o tavolette da piscina.

Appuntamento per la partenza alle 8,30 in Piazza Libertà a Ragusa.
E’ richiesta la prenotazione.
Per eventuali altri luoghi e orari d’incontro vi preghiamo di contattarci per stabilirli di comune accordo.

Per maggiori info e prenotazioni:
segreteria Kalura 327.0069217 – info@kalura.org

N.B.: Vi preghiamo di avvisare in tempo, se dopo aver prenotato, non si avesse la possibilità di venire all’escursione. Così facendo qualcun’altro potrà partecipare al vostro posto. Grazie

Mancano poche ore alla XIII Edizione del Sole Luna Doc film Festival che si aprirà questa sera, lunedì 2 luglio, allo Spasimo di Palermo con la direzione artistica di Chiara Andrich e Andrea Mura. “Un’edizione più ricca del solito – dice la fondatrice Lucia Gotti Venturato – che trasformerà il Complesso di Santa Maria dello Spasimo in una cittadella del documentario e dell’arte con quattro sale di proiezione ad ingresso gratuito – Navata, Giardino e Sale Giardino – e più aree dedicate a mostre e installazioni”. Il via alle 19 con l’esibizione musicale di Banda alle Ciance e l’apertura di Le arti in Festival, il focus dedicato all’arte contemporanea pensato appositamente per l’anno in cui Palermo è Capitale italiana della Cultura e ospita Manifesta 12, e declinato attraverso vari linguaggi espressivi: la fotografia con la mostra Il Sacro degli Altri. Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia di Attilio Russo e Giuseppe Muccio a cura di Gabriella D’Agostino e organizzata in collaborazione con Fondazione Ignazio Buttita e Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino; la musica, con l’installazione sonora Crossfade di Davide Cairo e Francesco Novara ispirata ai suoni e ai popoli del Mediterraneo; e la video art con l’installazione dedicata ai lavori della giovane artista emergente, Martina Melilli, “protagonista esclusiva” all’interno del Ridotto della Sala Giardino nell’ambito della rassegna fuori concorso Renegotiating Identities che nei giorni successivi ospiterà altri artisti di calibro internazionale.

A partire dalle 20 il Festival entrerà nel vivo con i saluti istituzionali e il via alle proiezioni nella Navata e nel Giardino dei primi cinque film in concorso, tutte première. “Il simbolo di questa edizione – dice la direttrice scientifica Gabriella D’Agostino – è il Gelsomino migrante (gelsomino di Sicilia), un fiore originario del Caucaso che si è naturalizzato in moltissimi Paesi del mondo: dall’Africa del Nord, all’Europa, all’America”.  Tutte le proiezioni sono in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese.

LE PROIEZIONI IN NAVATA. Primo film in gara, alle 21, sarà “In the name of…” (Norvegia, 2017, 54’), pellicola d’esordio della regista malese Erlynee Kardany che racconta la sfida di confrontarsi con l’Islam da donna moderna e che viene presentato in anteprima assoluta a Palermo. Un film autobiografico che ruota attorno al  matrimonio della regista con un uomo norvegese e alla ricerca del segreto della pace e del compromesso all’interno di una famiglia interculturale, la sua.  Seduta in prima fila ci sarà proprio Kardany con marito e figli, tutti protagonisti del film. Alle 22,30, un altro documentario di grande impatto visivo ed emotivo: Untitled-Viaggio senza fine (Germania e Austria, 2017, 107’) di Michael Glawogger e Monika Willi, un viaggio per il mondo con gli occhi e la mente aperta per ascoltare e sperimentare. Il regista è scomparso prematuramente durante le riprese e il montaggio è stato realizzato dalla sua storica collaboratrice Willi. Presentato al Berlinale, il film ha già vinto numerosi premi e sta per approdare nelle sale cinematografiche.

LE PROIEZIONI AL GIARDINO. Tre le pellicole in concorso in programma a partire dalle 21, tutte anteprime nazionali. Si inizia con Sea of Sorrow – Sea of Hope (Danimarca, 2018, 29’) di Estephan Wagner e Marianne Hougen-Moraga, storia di una donna in fuga dalla Siria e delle sue traversie per riuscire a ricongiungersi con i figli, anche a costo di pericolosi viaggi illegali per mare. A seguire, Raghu Rai – An unframed Portrait (Finlandia, India e Norvegia, 2017, 55’) di Avani Rai, figlia del grande fotografo dell’agenzia Magnum Raghu Rai di cui, in questo film, racconta la vita attraverso un viaggio che diventa l’occasione per un dialogo intimo ed emozionante con il padre, autore di foto epocali che hanno immortalato le storie dell’India. Infine, Before my feet touch the ground (Israele, 2017, 78’) di Daphni Leef. La storia è quella vissuta in prima persona dalla regista che nel 2011 realizzò una protesta civile contro i prezzi degli affitti piazzando una tenda nel centro fi Tel Aviv. Nel giro di pochi giorni un intero viale si riempì di tende. Da regista, Daphni ripercorre questo periodo turbolento per mostrare il percorso che da giovane donna ingenua l’ha trasformata in icona nazionale celebre e controversa.

LA NUOVA SALA GIARDINO. Novità di quest’anno è la Sala Giardino, una terza sala dove ogni giorno andranno in replica i film del giorno prima. Tra le 10 e le 13 i film proiettati in Navata e dalle 15 alle 18, quelli proiettati in Giardino. Nella serata inaugurale, alle 21, in collaborazione con il Fai, una delle associazioni partner di quest’anno, proprio qui sarà trasmesso Oreto. The urban adventure (2012, 28’) di Igor D’India. Il fiume Oreto, da decenni in attesa di essere ripulito del tutto e di ospitare un parco sulle sue sponde, è tra i luoghi del cuore da poter votare quest’anno e una delle sfide del Fondo italiano per l’Ambiente e della città di Palermo.

I NUMERI DEL FESTIVAL

Oltre 40 le proiezioni di quest’anno tra film in concorso e fuori concorso. Ventotto le pellicole in concorso, di cui 15 anteprime nazionali che confermano il Sole Luna doc Film Festival come luogo accreditato del cinema del reale grazie alla capacità di mostrare le nuove tendenze del cinema documentario internazionale e di promuovere registi emergenti. Tre le sezioni in concorso: Human Rights che raccoglie documentari che raccontano con grande potenza visiva storie di diritti negati, mortificati o conseguiti; The Journey, che assume il viaggio come esperienza e metafora della dimensione umana; Short Docs, una rassegna di corti su temi cruciali della nostra contemporaneità quali il lavoro, i rapporti di genere, la maternità e la questione migratoria.

Undici i film presentati fuori concorso, frutto di collaborazioni con altri festival e istituti nazionali e internazionali: Festival International du Film Insulaire de l’île de Groix; Institut Français di Palermo; Animaphix International Animated Film Festival di Bagheria, Fondazione Benetton Studi e Ricerche.

LA SEZIONE ARTI IN FESTIVAL

La sezione speciale dedicata all’arte si apre con Renegotiating Identities, 12 opere di video-art selezionate dalla curatrice Sofia Gotti, sul tema dell’identità rinegoziata, attraverso il lavoro di affermati artisti e performers come Regina Josè Galindo, Juan Downey, Donna Haraway, Anna Maria Maiolino, Zineb Sedira, Marina Gržinić con Aina Šmid e un’installazione dedicata a Martina Melilli. Grazie alla partnership con l’Università degli Studi di Palermo il Complesso monumentale Chiaramonte – Steri ospiterà, inoltre, la performance Auto da fé del disegnatore e attivista Gianluca Costantini che dalle ex celle dell’Inquisizione, per tre giorni dal 5 al 7 luglio, racconterà le storie di chi oggi è recluso per reati di opinione nel mondo. In programma anche la residenza artistica Crossfade, un’installazione sonora dedicata ai temi del Mediterraneo, del viaggio e dell’incontro tra Oriente e Occidente, a cura di Davide Cairo e Francesco Novara e la mostra fotografica Il sacro degli altri. Culti e pratiche rituali dei migranti in Sicilia di Attilio Russo e Giuseppe Muccio, in collaborazione con la Fondazione Ignazio Buttitta e il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino.

CREARE LEGAMI

Creare legami accoglie progetti legati al sociale e all’accoglienza: la presentazione del documentario “Tumankarè” realizzato da minori stranieri non accompagnati all’interno del progetto Re-Future; la proiezione dei corti del laboratorio di cinema “Cine Yagoua” in Camerun e infine la presentazione del progetto “Di Terra, di Mare, di Incontri”, un progetto di ItaStra di narrazione polifonica che ha visto coinvolti giovani migranti, artisti e docenti durante laboratori d’arte a Palermo.

LE GIURIE

A decretare i film vincitori sarà la giuria internazionale, presieduta quest’anno dal regista iraniano Nima Sarvestani, vincitore della scorsa edizione del festival, e composta dall’antropologo palermitano Ignazio Buttitta, dal regista vincitore di numerosi premi internazionali Alessandro Negrini, dalla giornalista e fondatrice di Green Film Shooting Birgit Heidsiek e dalla scrittrice ed esperta di neorealismo Ingrid Rossellini. I giurati assegneranno un premio al miglior documentario e le menzioni speciali a miglior regia, miglior fotografia, miglior montaggio e documentario più innovativo.

Altre due giurie speciali composte da giovani studenti degli istituti superiori e da minori stranieri non accompagnati – che svolgono attività di mediatori linguistici nell’ambito di ITASTRA, la Scuola di Lingua Italiana per Stranieri dell’Università di Palermo – valuteranno rispettivamente le sezioni Human Rights e Short Docs. Verranno assegnati inoltre il Premio Sole Luna – Un ponte tra le culture, conferito dall’omonima Associazione e il premio del pubblico.

All’interno del calendario di Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018, il festival è patrocinato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione  Internazionale, dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo, dall’Autorità per la Garanzia delle Comunicazioni, e patrocinato e sostenuto dalla Regione Siciliana e dal Comune di Palermo e dalla Fondazione Sicilia ed è sostenuto dall’Accordo di Programma Quadro per la Sicilia – Sviluppo del Cinema e dell’Audiovisivo – Sensi Contemporanei.

XIII SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL

Palermo 2-8 luglio 2018

Chiesa Santa Maria dello Spasimo
h 10-24
Visite guidate in collaborazione con il FAI

COMPLESSO S. MARIA DELLO SPASIMO | PALAZZO STERI

www.solelunadoc.org