logo_newCultura sapete tutti cos’è, no? Cultura sono tutti quegli eventi che possono essere persino un po’ mondani, come le prime a teatro, al cinema, i vernissage e i finissage delle mostre, i libri in uscita gli spettacoli. Cultura, per estensione, è l’insieme delle peculiarità e caratteristiche, che fanno un territorio. Cultura, andrebbe sempre declinato al plurale: le culture. Il cibo e i vini, sono espressione di cultura, se vi mostro un cannolo voi a cosa pensate? Sì lo so, a un dolce siciliano (no, che solo quello ricorda). Ecco, il cannolo è ambasciatore di cultura.

Ma, detto questo, cos’è il curtigghio? Il curtigghio, significa letteralmente, in lingua siciliana, cortile, ma le cose non stanno così, la parola, che io ricordi, non è mai servita a designare questo, mia nonna, per esempio, non mi diceva vatinni a jucare ‘nto curtigghio, per dire, vai a giocare nel cortile, no, mi diceva va juca ‘nto bagghiu, cioè gioca dentro al baglio.

La parola Curtigghiu, però, c’è un ambito in cui mette tutti d’accordo, ed è quello del pettegolezzo, del gossip insomma. Il siciliano la usa nell’espressione ‘fare curtigghio’, che significa, pressappoco, fare taglia e cuci, fare le pulci. Il curtigghio, affascina, perché spesso è anticipato, ti dicono, facemu curtigghio, e tu attisi, alzi, le orecchie e ti prepari a sentire bordate micidiali. Il curtigghio, filosoficamente, dà l’idea di una chiamata a raccolta, come se si accatastassero delle parole dentro a un cortile, e si desse fuoco alle polveri, tanto il danno, nello spazio circoscritto, viene limitato. Mi ricordo un episodio, dopo che avevo affrontato, insieme a un gruppo di persone, un colloquio di lavoro, in cui si fece un bel curtigghio, e tutti, in un istante, da bravi, asserviti, e impomatati, passammo a dirne delle belle, sui tizi che ci avevano appena testato. All’invocazione, facemu curtigghio, fu come se avessimo stipulato un patto, e ci sentimmo liberi, quasi da levarsi le scarpe col tacco e raccontare come stavano davvero le cose, in quel frangente. Sono solo minuti, poi si esce fuori dal cortile e si torna alla vita normale. Si torna a tutti i cliché siculi dell’animo omertoso e arreso, all’assistenzialismo, al vittimismo, e chi più ne ha ne metta. Ma nel curtigghio no, nel curtigghio c’è una scintilla di rivoluzione.

Ecco, noi della Sicilia, vogliano anche raccontare il non detto, le voci del cortile, vogliamo spiegare al mondo cosa significhi davvero, essere isolani, siciliani, perché c’è una bella differenza, eccome se c’è, e ora che lo sapete, aspettate la frase “facemu curtigghio” ed attisate le orecchie.

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