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Luca del Bono è per metà siciliano e di lui ne ha già parlato la stampa, salito agli onori della cronaca, anche come icona di stile sulle pagine di una bibbia come la rivista L’uomo Vouge, imprenditore e cofondatore del club di  concierge di lusso Quintessentially, nonché amico intimo del principe Carlo d’Inghilterra, a cui donò per il suo sessantesimo compleanno, proprio 60 limoni fatti pervenire dell’isola di Lipari, innamorato dell’arcipelago vulcanico più bello del mondo (il padre di del Bono è proprio di Lipari)

ha creato insieme al finanziere e filantropo inglese Ben Goldsmith l’Aeolian Islands Preservation Fund, un’ong indipendente, con sede in Inghilterra, che ha l’obiettivo di preservare l’eccezionale natura delle Eolie e di promuovere iniziative sostenibili sul territorio.

Nel suo esclusivo South Kensington Club ha inaugurato un bistrot siciliano che si chiama Iddu, l’appellativo che i siciliani rivolgono al vulcano Stromboli. Due curiosità che certamente ci faranno piacere nell’articolo di Federico De Cesare Viola recitano:

il monumentale desk d’ingresso è stato ricavato da un unico blocco di pietra lavica dell’Etna e l’acqua salata della Watsu Pool viene direttamente dal mare delle Eolie.

Quando si dice avere l’Isola nel cuore.

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