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Il teatro-canzone ha assunto una connotazione particolare negli anni ’70, in periodo di crisi portava luce nei conflitti sociali. Ecco, facendo una giro per il web, la definizione che ne diede Sandro Luporini pittore amico di Giorgio Gaber:

Il Teatro-Canzone – dice quella definizione riportata dal Corsera – è un genere espressivo legato alla teatralità, alla parola e alla musica. La sua struttura è costituita da un’alternanza di canzoni e monologhi o, più precisamente, di parti cantate e recitate che ne caratterizza la specificità e al tempo stesso lo definisce come genere teatrale autonomo.

Dopo la consueta pausa per le festività natalizie riprende il ciclo di spettacoli, concerti e presentazioni offerti alla città di Palermo dall’Auditorium Rai di viale Strasburgo (l’ingresso è gratuito, si entra registrandosi nella hall).

Il 10 gennaio il palco sarà per Oriana Civile e il suo spettacolo di teatro canzone: la giovane artista messinese metterà in scena Canto di una vita qualunque.

La guerra, la fujtina, sentimenti come l’amore e la pura messi visti con gli occhi di Don Ciccino, il protagonista ultranovantenne vissuto a cavalo di due secoli.

L’appuntamento è per le 18, in viale Strasburgo 19 a Palermo.

 

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