cuore

Succede che nelle mie diverse scorribande all’estero, mi assale inevitabilmente l’insostenibile moto di rabbia per tutto ciò che in Sicilia non è, ma che potrebbe tranquillamente essere con un minimo di sforzo comune. Strade pulite, arredi urbani inviolati dalla furia dei ragazzini, decori floreali in tutte le stagioni, espressioni rassicuranti e appagate della popolazione endemica.

Tornando a casa in aereo, medito su tutto ciò che di compulsivamente ordinato i miei occhi hanno avuto modo di ammirare. Una volta atterrata a Palermo, però, il mio muscolo cardiaco riprende a pulsare, sarà la vista del mio mare unico, sarà il leggere ogni volta quella scritta luminosa “Aeroporto Internazionale Falcone e Borsellino“, e pensare inevitabilmente a due uomini straordinari che profumano ancora oggi di verità e giustizia, il mio moto di rabbia si placa.

Quasi quasi, dimentico l’immondizia che trabocca dai cassonetti, le doppie file istituzionali delle auto fuori dai negozi, e quella sorta di anarchia che definisco arabo-normanna, dove ognuno fa ciò che vuole pensando di non essere visto o percepito dal senso comune degli altri, come una sindrome diffusa “del solo al mondo”, tanto stronza ma tutta sicula.

#CONDIVIDI!