Mondello

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Ci sono sul piatto i temi caldi del primo maggio festa del lavoro (che non c’è) e dell’Expo. Se e quanto vi è piaciuto l’albero della vita. Illuminato ieri in diretta televisiva in occasione dell’inaugurazione dell’Expo 2015 a Milano o se oggi è il caso o meno di seguire l’altra diretta televisiva: cioè quella per il concerto del primo maggio.

Basta fare un giro sui social per capirlo: concertone sì o concertone no? Sembrano le domande concettuali di Morettiana memoria: mi si nota di più se vado o se non vado? Sparare a zero contro l’Expo o il concertone, non sono posizioni originali, sui social sono la norma. Prima il concertone si sorbiva esattamente come si fa con il panettone a natale: nessuno lo mangia davvero, soprattutto dopo un pranzo pluriportate, ma occorre comprarlo e alla fine, chissà come, sparisce o viene magnato a colazione. Era una tradizione indiscussa, il concertone, si teneva la tivvù accesa e finiva lì, tutti eravamo sintonizzati sulle stesse frequenze, sentivi le identiche note diffondersi dalle finestre italiche. Ma poi è davvero responsabile di qualcosa un concerto? Probabilmente no, va disertato o sono altre le sedi da lasciare sguarnite per dare un segnale forte di contestazione, tipo i servizi pubblici?

In tutto questo bailamme, rischia quasi di passare in secondo piano il problema vero, reale: la prova costume, strettamente correlata – come va di moda scrivere adesso –  con il problema peli superflui.

Svegliatevi, che fa caldo e i picciottelli sono già a Mondello a farsi il bagno.

La prova costume è come l’amore, anche se ti sei documentato non ci arrivi mai preparato sul serio. Non è teoria, la prova costume è pratica sul campo, ti devi mettere con un due pezzi striminzito, bianca come la mozzarella, senza un giorno di palestra, davanti al pubblico ludibrio con il solo scudo di una protezione solare dell’anno passato.

Chi ha un minimo di dimestichezza col mondo femminile proposto dai media, sa che i problemi delle donne, non sono la mancanza di lavoro –  né i pari diritti, né tantomeno la conciliazione fra lavoro in casa e fuori, no – i problemi sono i peli superflui e il corretto transito intestinale. Senza gli yogurt con le fibre la vita delle donne non avrebbe avuto lo stesso corso, è il caso di dirlo.

Ai peli poi è stata dichiarata una guerra senza quartiere, il pelo va estirpato, in seguito, come si fa con le erbacce che vengono estinte coi diserbanti chimici, dopo una corretta depilazione – qualora sia possibile -, bisogna sottoporsi a una passata o due di laser “novello” per farli sparire completamente alla vista. Che non si azzardino a tornare come natura vuole. Ogni tanto orde di donne desiderose di rivedersi versione nature posta e condivide sui social foto di modelle con ascelle pelose, e io spero, esattamente come per le barbone Hipster, che questa diventi una nuova moda, considerata persino sexy. Chissà.

Ma per ora no, per ora i peli vanno tolti, la prova costume superata come se fosse un esame, magari a colpi di yogurt che velocizzano il transito. Che con tutte le prove che la vita ci propina, diciamolo, la spiaggia non può attendere.

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