Foto Monrealepress

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Stamattina l’ho letto sulla pagina facebook gestita dallo scrittore e gionalista Daniele Billitteri, quel Meteobilli che ogni giorno lancia previsioni, in cui ci si dibatte sulle possibilità di dedicarsi allo stenning, ovvero l’agognata pratica di stendere i panni al sole.

Ma con le giornate limpide, come quella di oggi 3 marzo 2015, è vero che si scorge la sagoma del vulcano Etna dalla spiaggia di Mondello? È mai possibile? Non sono lontanissime, non hanno climi e composizioni differenti, una spiaggia dalla sabbia finissima una e un vulcano dalla cima innevata l’altro, vivace come l’Etna? Quello che i catanesi chiamano a Muntagna, che tiene banco con le sue intemperanze?

Pare che la questione sia seria e che nel tempo abbia scomodato fior fiori di studiosi. Perché qualcosa si vede, a occhio nudo, ma potrebbe anche essere un’illusione ottica, un voler vedere, un pacificarsi con la natura, suggerito dalla salsedine e dallo iodio dell’aria?

Chiara Annone di Repubblica è andata, qualche giorno fa, persino allUnversità, al dipartimento di Scienze della terra e del mare, per scoprire che sì, è vero, quallo che si vede da Mondello è proprio l’Etna.

In pratica una specie di sella, la mancanza di alture, permette questa visione prospettica, malgrado la distanza, 160 km in linea d’aria. Deve fare la sua parte anche il meteo, un avvicendarsi di venti che regali una minore umidità, solo così, avviene la visione del Vulcano, che da Monte Gallo o Monte Pellegrino, riesce anche meglio. Parola di Vulcanologi e Fisici, succede poche volte l’anno ma è un fenomeno riconosciuto che anche noi, semplici cittadini, ci possiamo godere con una bella passeggiata, da osservatori privilegiati. Dunque la risposta è sì, l’apparizione dell’Etna innevata è da annoverare fra le nostre meraviglie.

 

 

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