mondello

La notizia secca, è questa: Renato Bar chiude, 12 dipendenti non avranno più un lavoro, la borgata marinara, Mondello, la più visceralmente amata dai palermitani, agonizza. Tutte le agenzie battono la stessa notizia.

Mondello è dove io ho trascorro le mie estati, anche se parto, anche se mi allontano per anni, le mie estati e Mondello, sono un tutt’uno, come se fosse un brand, un’etichetta, Mondello è dove si andava, da bambini, organizzandosi, in famiglia, per gustare cene a base di pesce, dove si prometteva l’amore, guardando le onde al pontile.

Mondello, la domenica mattina, con la sua piazza, con i tavolini fuori, è ed è stata una tappa d’obbligo. Per ciclisti e motociclisti, per passeggiate con i piccoli in carrozzina.

La piazza contraddistinta dai due bar, Il Renato e l’Antico chiosco. Il Renato Bar quello più vicino alla spiaggia, poco più piccolo.

La colazione, a Mondello, con l’aria impregnata di salsedine, pure d’inverno per poi godersi uno specchio di sole, e leggere il giornale seduti sui gradini della fontana, avrà un protagonista in meno. Colpisce come uno schiaffo, la notizia, “com’è possibile? Ti chiedi. Troppo alto l’affitto, con vista su quell’angolo sul mare, così caro a tutti noi, e di certo non solo economicamente, come per il bar:  troppe spese e troppa crisi. Anche un pezzo di storia della mia generazione può chiudere e insieme a lui anche il futuro di un’intera borgata può essere in forse?

Il bar dunque, chiuderà dopo l’Epifania, gettando le ultime occhiate su una piazza dove lentamente ognuno, fuor di metafora, prende la propria roba e va via. “La borgata di Mondello ormai è morta”. Una riflessione che ha il sapore di un avvertimento. Un cocktail amaro che unisce recessione economica e globalizzazione. Così, tutti a prenderci un caffè o un gelato ai tavoli di un angolo bar studiato apposta tra le accattivanti luci dell’ultimo centro commerciale sorto in periferia. Quello più grande e organizzato, pensato per predisporci gli acquisti, i nostri passi e perfino i pensieri. Così fino a non si sa dove, mentre le botteghe e i negozi come spettri ogni tanto provano a distoglierci lo sguardo, a ricordarci cosa c’era un tempo. Di là delle saracinesche serrate, imbrattate da bombolette spray.

Ci sono luoghi che sono inseparabili dai loro mercati, dalle botteghe, da insegne, nomi, voci e profumi  Noi, di cosedafareinsicilia continuiamo la nostra iniziativa #salvalabottega, per salvare dall’oblio le botteghe artigiane, i negozi e le attività storiche della nostra Isola.

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