Portarsi la natura a casa. Allargare l’idea di fattoria, alla città. Solo alcuni degli input che ci regala Angelica Agnello giovane architetto, che insieme a Giorgio Vaccaro, operatore di educazione ambientale, è l’anima di Orto Capovolto. Loro si occupano di progettazione e realizzazione di orti. Il lavoro implica anche consulenze di agronomi, giovani leve di facoltà di agraria di Palermo, studiosi di pianificazione territoriale. Orto Capovolto è un’associazione che conta di diventare una cooperativa. Capovolto perché cambia prospettiva, offre nuovi punti di vista, fra cui una coltivazione, ovvero lo sviluppo verticale degli orti, con vantaggi e risparmio di spazi, ricadute anche sull’estetica, dove anche un vecchio muro in città può essere arricchito.”Vogliamo contribuire alla creazione di un orto diffuso, orti condivisi di quartiere, orti aziendali, orti didattici, non inventiamo niente, sono soluzioni che funzionano nel mondo” spiega Angelica. Si mira al Palermo in urban farming, trasformare la città in una fattoria urbana. Ci sono soluzioni per tutti.

Per esempio c’è l’orto aziendale ha un risvolto di sostenibilità economica e di salute per gli impiegati che coltivano durante la pausa pranzo e vedono crescere i loro prodotti.

Ad Orto Capovolto,  interessa sperimentare dalla scuola materna alle elementari, basato su quelli che i bambini possono fare in relazione alle loro età. A Milano con Expo stanno  implementando molto gli orti didattici.

Orto  In colto, invece, è il progetto volto a realizzare l’orto in classe, dal semenzaio con materiale da riciclo, alla compostiera, fornendo ai bambini l’idea di ciclo della vita Il programma vede l’orto integrato alla didattica tradizionale, alla fine di fornire l’opportunità di averne cura. L’intervento di un nonno che metta i suoi ricordi e le sue esperienze in campagna a favore della classe è tra le dinamiche del progetto. L’utilità diventa duplice, sia sul versante della pragmatica ecologica  che nella vita affettiva dei bambini.

Insomma, l’orto deve’essere per tutti. Ci sono i pancali rialzati, per le persone che possono avere delle difficoltà, degli spazi urbani  condivisi per le persone diversamente abili.

L’Orto Capovolto sta lavorando in scala, per adesso nella VII circoscrizione, che include sia Mondello, con le sue ville liberty, che lo Zen, la zone espansione nord di Palermo. L’idea sarebbe quella di creare a Mondello, un piccolo impianto di compostaggio, dove convogliare la produzione di rifiuti secchi (rami, foglie) che inquinano le strade. “Vorremmo regalare il compost, allo Zen ad esempio, dove ci piacerebbe creare degli Orti sociali – spiega Angelica – Mettere in relazione le componenti e creare un circuito virtuoso. Per adesso l’idea viaggia con il passaparola e con facebook”.

Con i “pallet”, come ci mostra Angelica, si possono creare orti personalizzati, da usare in una terrazza, in diversi moduli, quadrature e venendo incontro a ogni esigenza. A ciascuno il suo orto e i suoi ortaggi con progetti mai standard.

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